• I dipendenti della pubblica amministrazione e del pubblico impiego;
  • Gli enti pubblici economici e quelli di diritto privato sotto controllo pubblico;
  • I lavoratori/collaboratori delle imprese fornitrici di beni e servizi alla PA.
Oltre all'area messa a disposizione sul sito di AMIU, le segnalazioni potranno essere presentate:
  • Per e-mail, mediante invio all'indirizzo di posta elettronica anticorruzione@amiu.genova.it.
    Questa casella di posta è stata appositamente attivata e visibile solamente dal Responsabile Anticorruzione;
  • A mezzo del servizio postale all’indirizzo:
    AMIU Genova S.p.A.
    c.a. Responsabile Anticorruzione Ing. Paolo Cinquetti
    Via G. D’Annunzio 27
    16121 Genova
  • Di persona previo appuntamento da concordare con il Responsabile Anticorruzione Ing. Paolo Cinquetti (Cell: 3356997443).
Si, è obbligatorio. L'identità del segnalante e del segnalato sono protetti da alti standard di sicurezza, con la garanzia di estrema riservatezza.
AMIU garantisce tutti gli aspetti di riservatezza e sicurezza nella protezione dei dati personali e nel trattamento delle informazioni attraverso l’adozione di protocolli sicuri e l’utilizzo di strumenti di crittografia per i contenuti delle segnalazioni e degli eventuali allegati.
No. Le segnalazioni anonime, vale a dire prive di elementi che consentano di identificare il loro autore, non potranno essere inviate attraverso l'area messa a disposizione da AMIU.
Inoltre non verranno prese in considerazione nell’ambito delle procedure volte a tutelare il dipendente che segnala illeciti, ma verranno trattate alla stregua delle altre segnalazioni anonime e prese in considerazione per ulteriori verifiche solo se relative a fatti di particolare gravità e con un contenuto che risulti adeguatamente dettagliato e circostanziato.
Nel caso in cui la segnalazione anonima contenga elementi non sufficientemente circostanziati e da approfondire, o necessiti chiarimenti, infatti, la mancanza di riferimenti del segnalante impedisce la possibilità di contatti al fine di acquisire ulteriori dettagli circa i fatti segnalati.
Non esiste una lista tassativa di reati o irregolarità che possono costituire l’oggetto del whistleblowing. Vengono considerate rilevanti le segnalazioni che riguardano comportamenti, rischi, reati o irregolarità, consumati o tentati, a danno dell’interesse pubblico.
Il whistleblower è tutelato da:
  • Atti discriminatori o ritorsivi nulli:
    • Il dipendente pubblico che nell'interesse dell'integrità della Pubblica Amministrazione segnala al responsabile della prevenzione, della corruzione e della trasparenza, oppure all'Autorità Nazionale Anticorruzione ("ANAC") o, ancora, denuncia all'autorità giudiziaria eventuali condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza nello svolgimento della sua attività lavorativa, non possa "essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione“.
    • È previsto il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento.
    • Inoltre è previsto il risarcimento del danno subito e il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dalla data di licenziamento a quella di reintegrazione.
  • Segretezza dell'identità:
    • È vietato rivelare l'identità del segnalante, non solo nel procedimento disciplinare, ma anche nell'ambito del procedimento penale e del procedimento dinanzi alla Corte dei Conti.
L’identità del segnalante non può essere rivelata.
Nell’ambito del procedimento penale, l’identità del segnalante è coperta dal segreto nei modi e nei limiti previsti dall’articolo 329 del codice di procedura penale.
Nell’ambito del procedimento dinanzi alla Corte dei conti, l’identità del segnalante non può essere rivelata fino alla chiusura della fase istruttoria.
Nell’ambito del procedimento disciplinare l’identità del segnalante non può essere rivelata, ove la contestazione dell’addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione, anche se conseguenti alla stessa.
Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione e la conoscenza dell’identità del segnalante sia indispensabile per la difesa dell’incolpato, la segnalazione sarà utilizzabile ai fini del procedimento disciplinare solo in presenza di consenso del segnalante alla rivelazione della sua identità.
A seguito dell’invio di una segnalazione al Responsabile Anticorruzione, utilizzando l’area messa a disposizione sul sito di AMIU, verrà inviata una e-mail al segnalante con il riepilogo della segnalazione.
Ogni tutela salta nel caso di condanna del segnalante in sede penale, anche con sentenza di primo grado, per reati di calunnia, diffamazione o altri reati commessi con la denuncia o quando sia accertata la responsabilità civile del segnalante per dolo o colpa grave.